L’acronimo RID è un termine che viene comunemente utilizzato quando si parla di pagamenti e rapporti commerciali; sta per Rapporto Interbancario Diretto ed indica l’addebito diretto o la domiciliazione bancaria.
In altre parole, si tratta del servizio di incasso automatico di crediti da parte dell’istituto bancario al quale è stata conferita un'autorizzazione continuativa dal debitore.
L’addebito diretto è un servizio estremamente utile soprattutto quando si tratta di pagamenti ricorrenti, ivi inclusi a titolo esemplificativo e non esaustivo i pagamenti con le carte di credito o i pagamenti delle bollette.
Fino al 4 luglio 2010 esistevano 3 tipologie di RID: RID commerciale, RID utenze e RID veloce. Dopo la fusione delle prime due categorie sono rimaste solo due tipologie di RID: ordinario e veloce.
Il RID ordinario è il servizio utilizzato generalmente per il pagamento delle bollette relative alle proprie utenze ed ha delle cadenze ben definite e regolari.

È comodo, facilmente accessibile e permette di risparmiare tempo ed energie in quanto non ci si deve recare in posta o in banca, e non si devono neanche predisporre bonifici inserendo numeri di conto e destinatari.
Dall'altro canto, il RID veloce ha la peculiarità di consentire l’invio di somme di denaro in tempi più rapidi, comunemente utilizzato dai possessori del telepass.
Come si Attiva il RID?
L’addebito diretto, nota come domiciliazione bancaria, può essere attivato sul proprio conto corrente sottoscrivendo il modulo del Rapporto Interbancario Diretto.
L’attivazione del servizio è gratuita e semplicissima. Per la compilazione del modulo sono necessari pochi semplici dati:
- Nome e cognome in quanto titolare del conto corrente;
- Codice fiscale e/o P.IVA;
- L’istituto bancario;
- Codice IBAN;
- Codice di contratto oggetto del Rapporto Interbancario Diretto e,
- Il riferimento del cliente.
Per maggiore comodità gli istituti bancari consentono la compilazione e la firma del modulo RID online.
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Come Revocare il Rapporto Interbancario Diretto?
Un vantaggio dell’utilizzo della domiciliazione bancaria è che si può richiedere la revoca in qualsiasi momento, sia quando si verificano addebiti non richiesti e/o eccessivi, che nel caso quando l’intestatario vuole cambiare il proprio conto corrente.
Quando non si vuole più procedere con il pagamento automatico di somme verso un creditore utilizzando il Rapporto Interbancario Diretto, si può sempre fare richiesta di revoca alla propria banca.
A richiederlo deve essere lo stesso intestatario del conto corrente, il quale dovrà presentare una richiesta scritta intestata all’istituto bancario e con oggetto “Revoca RID“.
Come nel caso della procedura di attivazione essa deve riportare dati specifici e chiari: dati relativi al soggetto che richiede la revoca, dati relativi al conto corrente e al creditore.
La richiesta dovrà essere datata e firmata, e dovrà essere consegnata alla banca in modo che quest’ultima revochi il RID e blocchi futuri addebiti diretti sul conto corrente del richiedente.
Gli istituti bancari generalmente danno la possibilità di revocare il RID anche online tramite Mobile Banking o Home Banking.
Nel caso di attivazione del Rapporto Interbancario Diretto per il pagamento delle utenze, se il fornitore non richiede l’invio del modulo di revoca della domiciliazione bancaria, lo stesso può essere presentata utilizzando eventuali app oppure entrando nell’area clienti del sito nella sezione dei pagamenti.
In alternativa è possibile revocare il RID contattando il servizio clienti del fornitore.

Perché Utilizzare il RID?
Il rapporto interbancario diretto offre al debitore maggiore comodità nella finalizzazione dei pagamenti poiché permette di risparmiare tempo, non solo di spostamento dalla propria abitazione o sede di lavoro all’ufficio postale o bancario, ma anche i tempi di fila.
Inoltre, il RID riduce lo stress causato dal dover accumulare e conservare bollettini postali e doversi ricordare delle scadenze dei pagamenti.
Questo servizio offre inoltre un ulteriore vantaggio sotto l’aspetto economico in quanto consente di risparmiare le imposte di bollo, azzera il pagamento del costo dovuto per il pagamento dei bollettini, azzera le eventuali penali per pagamento tardivo, nonché assicura il buon esito dell’operazione quando si dispone di sufficiente liquidità.
Visto dal lato del creditore, il vantaggio è ancora più grande: un maggiore incasso dei crediti entro le scadenze prestabilite riduce gli effetti negativi sui flussi di cassa di eventuali somme non pagate.
Che Differenza C’è tra Rapporto Interbancario Diretto e SEPA Direct Debit?
La procedura RID è rimasta operativa fino al 1° febbraio 2014 quando si è dovuto conformarsi al Regolamento UE n. 260/2012, entrato in vigore il 31 marzo 2012, il quale stabiliva requisiti specifici per l'esecuzione degli addebiti diretti.
Le banche hanno sostituito le procedure nazionali con la procedura europea “SEPA Direct Debit” (S.D.D.), servizio che presenta un grande vantaggio rispetto al vecchio Rapporto Interbancario Diretto: l’estensione della zona di incassi a tutta l'area unica dei pagamenti in euro, ovvero SEPA, il che dà la possibilità di autorizzare pagamenti inter-europei.
La differenza tra il vecchio RID e la nuova SDD sta nel fatto che col SDD non viene più conferita un'autorizzazione continuativa alla propria banca, ma l’utente deve dare mandato direttamente al beneficiario delle somme, autorizzandolo in questo modo a richiedere alla banca dell’utente il pagamento delle somme a egli dovute.
I RID Ordinari e Veloci sono stati sostituiti dalle due tipologie di SDD: SEPA Direct Debit Core, rivolto a tutte le tipologie di utenti, e SEPA Direct Debit B2B rivolto solo ad aziende, enti e persone giuridiche in generale; i bonifici nazionali sono stati sostituiti dal SEPA Credit Transfer.
L’SDD ha reso più facile per i consumatori l’invio di somme di denaro e l’effettuazione di pagamenti nei paesi dell’area SEPA; ha aumentato l’efficienza nel domiciliare le utenze; ha reso certi i tempi di accredito degli stipendi; ha dato la possibilità a coloro che lavorano e studiano in un altro paese di utilizzare il conto corrente attivo nel proprio paese di origine.
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