I prestiti ai pensionati con una pensione minima possono essere davvero complicati da ottenere, soprattutto per il fatto che la rendita dell’individuo risulta davvero irrisoria.

I prestiti ai pensionati con una pensione minima possono essere davvero complicati da ottenere, soprattutto per il fatto che la rendita dell’individuo risulta davvero irrisoria.

Giusto per chiarire, a gennaio del 2022 lo Stato Italiano ha annunciato un aumento dell’importo minimo per assicurare una adeguata garanzia di vivibilità a tutti i soggetti: da 515,58 euro mensili a 524,34 euro.

Infatti, da un punto di vista puramente teorico, dopo la sottoscrizione di un piano di ammortamento che ripaghi con gli interessi la somma ricevuta, qualsiasi pensionato può richiedere un prestito purché venga rispettato il minimo mensile di €524.

Fortunatamente, le soluzioni di finanziamento offerte dalla maggior parte delle principali società finanziarie operanti nel mercato del credito italiano sono diversificate anche rispetto ai normali prestiti pensionistici, che solitamente si basano sulla cessione del quinto.

Di seguito sono elencate le possibili soluzioni di prestito per i pensionati con redditi minimi. Di norma, quanto riportato è di natura generale ed è sempre consigliato rivolgersi ad un consulente o direttamente ad un istituto di credito o società finanziaria che possa consigliare il miglior finanziamento. Dal momento che ci sono così tante variabili coinvolte, dovrebbero essere valutate caso per caso.

Prestiti con pensione minima

Ma andiamo per parti: cos’è la pensione minima?

La pensione minima è il salario minimo legale che tutti i pensionati devono ricevere ogni mese per vivere dignitosamente. Attualmente questo importo è pari a 524,34 euro al mese.

Pertanto, tale importo non dovrà essere intaccato dal rimborso delle rate del prestito personale, anche se percepite tramite cessione del quinto.

Dunque, solo i pensionati che beneficiano di un canone mensile superiore all’importo minimo possono richiedere prestiti.

Per comprendere meglio il concetto, prendiamo un esempio concreto di come funzionano i prestiti con pensione minima per pensionati.

Esempio di un prestito con pensione minima

Facciamo l’ipotesi che un pensionato percepisca una pensione mensile netta di €1000.

Il suo importo massimo cedibile sarà di €200 euro (ovvero un quinto della paga). Questo è anche l’importo massimo che egli potrà pagare ogni mese.

Pertanto, la pensione residua che avanzerà dopo il pagamento di un’eventuale rata è di 800 euro. Questo valore è superiore alla pensione minima, quindi può procedere con la richiesta della cessione del quinto senza nessun problema.

Ora vediamo un esempio diverso.

Un pensionato riceve una pensione netta mensile di 600€, il suo importo massimo cedibile sarà di 120€ (un quinto del valore). Questo vuol dire che dopo un eventuale pagamento del prestito gli avanzerebbero 480€.

Tale importo è inferiore alla pensione minima prevista per legge nel 2022, quindi la rata dovrebbe essere modificata di modo che la differenza tra l’importo massimo cedibile e l’importo residuo non sia inferiore al valore della pensione minima.

Prestiti con pensione minima: le soluzioni alternative

Se vuoi sapere come ottenere un prestito avendo un reddito pensionistico di circa 500 euro al mese, la risposta sta nella cosiddetta “garanzia alternativa”.

Questa definizione deriva dal fatto che la garanzia normalmente richiesta è la busta paga, il cedolino della pensione, o, più nello specifico, un documento che dimostri il reddito.

Un tipico esempio di fideiussione alternativa che permette di ottenere un prestiti con pensione minima è la presentazione di un garante.

Questa figura, che può essere un parente o anche un conoscente, potrà permetterti di ottenere più facilmente un riscontro positivo dalla banca, una volta che avrà presentato una valida prova di reddito.

Differenza tra prestito personale con garante vs prestito cointestato

La differenza tra richiedere un prestito personale con garante e un prestito cointestato è che la prima tipologia ha un solo beneficiario, che in questo caso è proprio il pensionato con la pensione minima.

Il garante si impegna a garantire il pagamento delle rate da parte del pensionato, ma ciò significa che se eventualmente rimanessero degli insoluti la banca può pretendere dal garante il pagamento dell’importo.

Quindi è chiaro che si tratti di un rischio rilevante e non tutti sono pronti ad assumerlo. Si tratta, infatti, di una soluzione percorribile solo se esiste un concreto legame di fiducia tra il destinatario del prestito e il garante.

Per quanto riguarda l’importo esigibile e la durata del piano di rientro, queste due caratteristiche sono strettamente legate alle garanzie che possono essere offerte.

Maggiore è il reddito mensile del garante, maggiore è l’importo che può essere preso in prestito e più a lungo può essere fissato il termine.

Un’altra garanzia alternativa che può essere utilizzata è il “reddito alternativo” alla busta paga o pensione. Questo vale per le persone che hanno case di proprietà in affitto, come entrata extra.

Il reddito da locazione oltre alla pensione minima di 500 euro aumenta chiaramente la rendita mensile.  Di conseguenza, le banche sono più sicure ad emettere prestiti personali in proporzione al reddito mensile totale ricevuto.

Prestiti con pensione minima

Prestito vitalizio ipotecario

Una delle soluzioni più interessanti a cui possono facilmente accedere i pensionati con un trattamento pensionistico minimo di 500 euro al mese è il prestito vitalizio ipotecario.

Il grande vantaggio di questa particolare tipologia di prestito è che la garanzia necessaria non comprende la prova del reddito. In altre parole, non importa se hai una pensione minima o un reddito netto mensile superiore a 500 euro.

Grazie ai prestiti vitalizi, i pensionati, anche quelli con le pensioni più basse, possono percepire somme importanti. Come si può ottenere questo tipo di prestito senza nessuna prova del reddito?

La risposta la si trova nel nome del prodotto stesso, che precisa due caratteristiche che definiscono questo tipo di finanziamento. In altre parole, la garanzia che devi fornire alla banca è l’ipoteca sull’immobile di tua proprietà.

Pertanto, il requisito principale per ottenere un prestito vitalizio ipotecario è possedere almeno un immobile.

Il vantaggio principale nel richiedere questo tipo di finanziamento è che l’importo al quale avrai accesso non sarà limitato dalla pensione minima di 500€.

Infatti, in questo caso, l’importo che si può richiedere sarà direttamente proporzionale al valore di mercato dell’immobile ipotecato.

Il secondo grande vantaggio associato a questo particolare tipo di prestito è che il mutuatario non deve pagare le rate di rimborso mensili.

Il motivo è un’altra parola che compone il nome del prodotto: “vitalizio”. Ciò significa che i rimborsi del capitale e dei relativi interessi dovranno essere effettuati solo dopo la morte del cliente beneficiario del prestito.

Spetterà quindi all’erede decidere se sostenere le spese connesse al riscatto o lasciare che la banca venda l’immobile ipotecato per incassare l’importo connesso al rimborso.

Cosa succede se il ricavato della vendita supera l’importo che il beneficiario avrebbe dovuto restituire alla banca? In questo caso, l’eccedenza viene naturalmente ripartita tra gli eredi, che sono i beneficiari del prestito.

Un prestito vitalizio ipotecario, quindi, è la soluzione più semplice, perché consente ai pensionati con una pensione minima di 500 euro di ottenere più credito, senza doversi preoccupare di pagare una rata fissa o vendere la propria casa.

I documenti necessari per la richiesta di questa tipologia di prestito sono:

  • Copia documento identità
  • Codice fiscale
  • Stato di famiglia
  • Certificato contestuale
  • Perizia immobile
  • Relazione Notarile Preliminare o Atto di Provenienza

Il tuo istituto finanziario può richiedere ulteriori documenti aggiuntivi, ma ciò varia da caso a caso; si tratta di certificati standard che devono essere presentati insieme alla domanda di finanziamento.