Si scrive peer to peer lending (o social lending), si legge prestiti p2p o prestiti tra privati online. Il fenomeno del crowdfunding basato sui finanziamenti online è da tempo al centro dell'attenzione dell'Osservatorio Crowd Investment della School of Management del Politecnico di Milano, guidato da Giancarlo Giudici, che nel luglio 2020 ha pubblicato un nuovo rapporto sul Crowd Investment, includendo un aggiornamento sui prestiti online.

L’idea principale del peer to peer lending è che gli investitori possono prestare denaro a individui (consumatori) o aziende (imprese) tramite Internet, con interessi e rimborso del capitale.

Difficile da capire? Ora vediamo più nel dettaglio cosa sono i prestiti peer to peer!

Cosa sono le piattaforme peer to peer lending?

Il peer-to-peer lending consiste in un prestito tra privati eseguito attraverso piattaforme online che facilitano l'interazione tra richiedenti e finanziatori.

Queste piattaforme sono state ideate proprio come dei “marketplace” che consentono alle parti di incontrarsi e negoziare i propri progetti.

Ad esempio, se un'azienda desidera acquistare nuove attrezzature e necessita di un prestito, può aderire ad una di queste piattaforme e richiedere i fondi.

Il sito valuta la capacità finanziaria dell'azienda, la sua disponibilità a rimborsare il prestito e la sua stabilità. Se è idonea a partecipare al forum di discussione del sito, i suoi progetti vengono considerati approvati e vengono cercati investitori disposti a fornire liquidità.

In una dashboard dedicata, gli investitori possono scegliere i progetti su cui investire, basandosi sulle informazioni pertinenti come: durata, score di rischio e alte caratteristiche.

Tuttavia, ogni piattaforma ha le sue particolarità e ora daremo un'occhiata a quali sono le migliori in Italia, come funzionano e se sono davvero affidabili.

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Peer to peer lending piattaforme: le migliori in Italia

Blender

Lo slogan di Blender, che fa parte della società BLender Global, di proprietà della società israeliana Aviv, cita:

“Attualmente il mercato del credito al consumo è dominato da banche e società di carte di credito. Blender – prestiti tra privati, vuole demolire il monopolio, così vincono tutti”

Il sito è rappresentato in Italia dalla controllata Blender Italia Srl, con sede a Bologna. La piattaforma israeliana offre agli investitori italiani diverse modalità di utilizzo del capitale, tra cui un sistema manuale (dove decidi tu quanto investire di volta in volta) o automatizzato (con reinvestimento automatico).

L'algoritmo della società (DirectMatch) facilita l'ottimizzazione della corrispondenza tra i prestiti disponibili e le aspettative di rischio e rendimento degli investitori.

Sulla piattaforma è inoltre possibile vendere i crediti in portafoglio o acquistarli tramite il mercato secondario ReBlend, con una commissione dello 0,45%.

C'è un costo associato al prestito (4,5% con un minimo di € 50) e una commissione per l'investitore (1,5% dei pagamenti ricevuti).

Attualmente la piattaforma è disponibile in Israele, Italia e Lituania.

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Prestiamoci

Lanciata nel 2008, ma resa disponibile al pubblico solo nel 2009, Prestiamoci è la piattaforma pioniera per il p2p lending in Italia.

Nel dicembre 2015 è stata finanziata con 2 milioni di euro attraverso un investimento guidato da Innogest, Banca Sella e Club Italia Investimenti.

Il sito di Prestiamoci.it è gestito dall’intermediario finanziario Prestiamoci SpA, ai sensi dell'art. 106 TUB, sotto la vigilanza della Banca d'Italia.

La leadership è guidata dal presidente Stefano Molino e dall'amministratore delegato Daniele Loro, gli investitori includono Digital Magic, Innogest SGR, Banca Sella, Pitagora e altri investitori italiani e internazionali.

In questa piattaforma, i prestatori possono scegliere se fare in modo che la piattaforma automatizzi completamente l'investimento delle proprie azioni o gestire manualmente il proprio portafoglio.

Il compenso richiesto ai prestatori è pari allo 0,083% mensile dell'importo totale impegnato in rate, con un investimento minimo di € 1.500; ai richiedenti, invece, è richiesto dallo 0,54% al 6,48% più imposta di bollo e spese di incasso, che è di 1,2€ al mese.

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Smartika

Smartika è una piattaforma che lavora come istituto di pagamento (Smartika SpA) ed è vigilata dalla Banca d'Italia.

Dal luglio del 2018 Smartika è affiliata al gruppo Banca Sella e, di recente, ha lanciato la prima piattaforma di lending totalmente in cloud, basata su tecnologie innovative, in modalità open banking.

Smartika è anche la prima piattaforma che consente agli istituti di credito di indicare la propria preferenza in relazione alla categoria di progetti che vogliono finanziare, come ad esempio “Ristrutturazione e risparmio energetico”, “Spese per esigenze familiari” o “Università e formazione”.

Il processo di registrazione alla piattaforma si completa in pochi minuti e il contratto può essere firmato digitalmente utilizzando una “password monouso”, che il cliente riceve tramite sms sul proprio numero di telefono.

I richiedenti possono presentare una richiesta di finanziamento, che può avere un importo massimo di 15.000 euro, ricevendo una risposta pressoché immediata.

Inoltre, è possibile simulare la richiesta di prestito per conoscere l'importo finale, semplicemente selezionando l'importo e la durata desiderati.

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Soisy

Soisy è una piattaforma che nasce per facilitare il prestito diretto, senza bisogno di intermediari. Si tratta di una startup innovativa, fondata da Pietro Cesati con Andrea Sandro e Marco Anzelmo, e autorizzata dalla Banca d'Italia nel novembre del 2015, come istituto di pagamento.

Da novembre 2017, si è specializzata nell'erogazione di finanziamenti per acquisti rateali di prodotti e servizi, su e-commerce e nei negozi, introducendo per la prima volta in Italia, il marketplace lending.

Grazie alla tecnologia di Soisy, gli utilizzatori possono avere condizioni più favorevoli e beneficiare di tempi più rapidi e processi meno complessi.

L'evento più significativo per Soisy negli ultimi tempi è stata la campagna di equity crowdfunding, che ha permesso all'azienda di raccogliere in pochi giorni 1,25 milioni di euro da 90 investitori sulla piattaforma 200 Crowd.

Soisy ha scelto di specializzarsi in un campo particolare, ovvero il finanziamento di acquisti di beni e servizi a rate.

In realtà, gli investitori apportano il capitale necessario alle operazioni, lo erogano poi direttamente ai venditori del prodotto o servizio (contrattati con Soisy), mentre i beneficiari rimborsano il debito associato.  

Ai partner (e-commerce e negozi fisici che permettono di rateizzare con Soisy) viene riscossa una commissione pari all'1,5% dell'importo finanziato. In più, la piattaforma addebita una commissione per ogni prestito (tra l'1% e il 3% senza commissioni di incasso) e una agli investitori.

Gli investimenti partono da 10€ in su (non ci sono limiti massimi) e, volendo, è possibile attivare la “Garanzia di Rendimento” (obbligatoria se il primo investimento è inferiore a 1.000€).

Per chi la sottoscrive, succede che ogni mese, una quota degli interessi liquidati viene accantonata in un conto deposito virtuale dal quale si potrà attingere, in caso di insolvenza.

Le caratteristiche che rendono unica Soisy sono:

  • Non richiede assicurazioni o polizze ai richiedenti;
  • Zero spese di incasso rata;
  • Zero spese di estinzione anticipata o di istruttoria e
  • Nessuna spesa accessoria.
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Younited Credit

Younited Credit è l'unico portale gestito esclusivamente da una banca (Younited SA, società francese iscritta all'albo italiano delle banche autorizzate).

Questa piattaforma eroga prestiti da 3.000€ a 50.000€ con durate comprese tra 6 e 84 mesi. Se viene concesso un prestito, è richiesta una commissione in percentuale sull'importo totale, in media, del 5%.

La durata media dei finanziamenti concessi nell'ultimo anno è stata di 57 mesi e il TAN medio è stato del 7,67%.

La maggioranza dei richiedenti è di sesso maschile, l'età media è di 45 anni e sono distribuiti uniformemente sul territorio nazionale (la Lombardia è in testa alla classifica, ma con una percentuale bassa, 21%).

Lo scopo più comune della richiesta di prestito è avere liquidità temporanea (43,3%) a seguito da lavori di ristrutturazione (16,8%) e rifinanziamento debiti (12,7%).

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Dove va il mercato prestiti peer to peer Italia?

Il mercato dei prestiti peer-to-peer (P2P) in Italia, come in molti altri paesi, è in una fase di crescita e di evoluzione.

Questo tipo di finanziamento, che consente agli individui di prestare e prendere in prestito denaro direttamente tra di loro senza l'intermediazione di una banca tradizionale, sta diventando sempre più popolare grazie alla digitalizzazione e alla ricerca di alternative di investimento e finanziamento.

Ecco alcuni fattori che influenzano la direzione del mercato dei prestiti P2P in Italia:

  1. Regolamentazione: L'Unione Europea ha introdotto un nuovo regime normativo per i servizi di crowdfunding, compresi i prestiti P2P, con l'obiettivo di proteggere meglio gli investitori e di promuovere la trasparenza. Questa regolamentazione può contribuire a stabilire una maggiore fiducia nel sistema e a incoraggiare la crescita del mercato.
  2. Tecnologia: L'innovazione tecnologica, inclusa l'adozione di blockchain e intelligenza artificiale, può migliorare l'efficienza e la sicurezza delle piattaforme di prestiti P2P, rendendo il processo più attraente sia per i prestatori che per i mutuatari.
  3. Cultura finanziaria: La crescente cultura finanziaria e la familiarità con gli strumenti digitali possono portare a un aumento dell'utilizzo dei prestiti P2P da parte dei consumatori italiani.
  4. Ricerca di rendimenti: In un ambiente di tassi di interesse bassi, gli investitori potrebbero cercare alternative per ottenere rendimenti più elevati, come quelli offerti dai prestiti P2P.
  5. Sviluppo economico: La situazione economica generale dell'Italia e l'accesso al credito tradizionale influenzano la domanda di prestiti P2P. In periodi di restrizione creditizia, sia le imprese che i consumatori potrebbero rivolgersi a fonti alternative di finanziamento.

Ma é tutto oro quel che luccica dietro i prestiti p2p Italia?

Nonostante le speranze di una vera e propria rivoluzione il p2p lending in Italia negli anni recenti sembra aver raggiunto una battuta d'arresto, almeno per quel che riguarda l'indipendenza delle piattaforme.

E' infatti di Novembre 2023 l'annuncio che prestiamoci.it, una delle piattaforme meglio strutturare, che aveva anche un suo sistema di pagamento PituPay, é stata acquisita da Banca Valsabbina S.p.a.

Banca Valsabbina, banca bresciana di una certa storia era già socia della piattaforma di social lending e negli hanno ha ricoperto una posizione si sempre maggior rilevanza, fino ad acquistare il 100% delle azioni di Prestiamoci.it.

Prestiamoci, niente più prestiti tra privati: la piattaforma social lending prestiti p2p chiude a nuovi investimenti

Nessuno scoraggia certo il buon andamento di un nuovo metodo di finanziamento e il suo consolidamento(anche se basato e supportato dal mondo della finanza tradizionale), ma quando poi si vede l'impoverimento dell'offerta di prestiti p2p ciò certo non é un buon segno.

Infatti dopo poco Prestiamoci.it ha annunciato che non avrebbe più accettato nuovi investimenti e qusto non ci pare proprio un buon segno nel panorama dei prestiti peer to peer Italia:

Prestiamoci, niente più prestiti tra privati: la piattaforma chiude a nuovi investimenti

https://www.corriere.it/economia/finanza/23_dicembre_15/prestiamoci-niente-piu-prestiti-privati-piattaforma-chiude-nuovi-investimenti-e9cff2c8-9b3b-11ee-83aa-b9fe93a908f7.shtml

Tra l'altro oltre alla notizia lo possiamo testimoniare anche a livello personale, infatti parenti con cui abbiamo parlato direttamente hanno ricevuto proprio questo tipo di comunicazioni.

Sempre meno prestiti p2p Italia?

Oltre a prestiamoci.it un altra piattaforma che ha recentemente annunciato un cambio al vertice é Soysi.

Infatti a seguito di una serie di problemi di liquidità il gruppo dirigenziale di quest'altro attore nello scenario in Italia ha deciso di vendere a Compass Banca S.p.a. che é a sua volta detenuta da Mediobanca S.p.a..

Racconta bene in un suo video

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